1/24 Ferrari 166 MM

Ferrari 166 MM


Scala : 1/24

Modello: Burago made in China (Centauria Edicola)

Parti movibili: Portiere apribili

Dettagli: Modello demodè molto semplice ma ricco di raffinati dettagli soprattutto nelle poche decals veramente raffinate (peccato manchi la targa). Fanaleria essenziale e fondo curato. Unico peccato il motore che resta assente e non vedibile.

Colore : Rosso ferrari

Difetti di fabbricazione : Il modellino è molto curato, peccato davvero per il particolare della targa , un complemento che lo avrebbe arricchito.

Misure: 15,5 x 6,4 x 5 cm

Valore: 50 Euro

Storia dell'auto reale:

 La Ferrari 166 MM è una autovettura da competizione prodotta dalla casa di Maranello dal 1948 al 1953. È la vettura che fa nascere la dicitura "barchetta".

 Presentata al Salone dell'automobile di Torino del 1948, quale evoluzione della "166 S", assunse la sigla aggiuntiva "MM" (acronimo di Mille Miglia) dopo la vittoria della coppia Clemente Biondetti e Giuseppe Navone, "166 S coupé Allemano" alla Mille Miglia dello stesso anno.

La stagione sportiva del 1949 fu trionfale per la "166 MM" che, guidata da Clemente Biondetti e Ettore Salani, vince la Mille Miglia 1949, anche conquistando la seconda piazza con l'equipaggio formato da Felice Bonetto e Francesco Cassani e, proprio la stessa auto pilotata stavolta da Luigi Chinetti, vince la 12 Ore di Parigi e conquista la prima vittoria della Ferrari alla prestigiosa 24 Ore di Le Mans 1949.

Prodotta in 34 esemplari, oltre ai 13 della versione '53, che porta la potenza a 160 CV ed altre migliorie, la vettura venne principalmente "vestita" dalla Touring che presenta la sua versione spider al Salone di Torino 1948 insieme alla Ferrari 166 Inter berlinetta.

La 166 MM barchetta Touring è un'auto armoniosa, anche perché la carrozzeria spider si adatta perfettamente alle proporzioni dell'autotelaio. Su quest'auto il frontale è dotato di una griglia arrotondata a listelli orizzontali, con i parafanghi, ormai completamente integrati nel corpo vettura, che rimangono riconoscibili grazie ad un solco che parte sotto i fanali, posti sulla sommità dei parafanghi, gira loro intorno e si fonde armonicamente col corpo vettura. Una nervatura caratterizza la fiancata. Parte dal passaruota anteriore si prolunga lungo tutta la fiancata, fino a toccare il passaruota posteriore, e si esaurisce nella coda arrotondata. La vettura è priva di capote, e gli occupanti, in un abitacolo completamente spoglio, sono protetti solo da un basso parabrezza sagomato.

Con la "166 MM" si cimentarono anche la Zagato e la Allemano, con due pregevoli versioni spider, oltre a Vignale che realizzò proprie versioni barchetta e coupé, entrambe su disegno di Giovanni Michelotti. Uno di questi ultimi modelli venne acquistato dal pilota belga Jacques Herzet, il quale, dopo la vittoria al rally Liegi-Roma-Liegi, la fece ricarrozzare dalla carrozzeria Oblin, che aveva sede a Bruxelles. Con la nuova carrozzeria barchetta il pilota ottenne la vittoria nella SAR Cup nel 1955.